DICHIARAZIONI DI LOUIS LUMIÈRE (*)

“Ho avuto un’infanzia malinconica, malaticcia. Soffrivo costantemente di emicrania, perciò i miei studi furono abbreviati. La mia famiglia, originaria di Besançon, si era stabilita a Lione, dove mio padre aveva aperto nel 1881 un negozio di accessori fotografici. Dopo aver faticosamente frequentato la scuola professionale della Martinière, fui colpito nuovamente dai miei malesseri e dovetti rinunciare al Polytechinque. Era probabilmente scritto nel mio destino. (1935)

“Una sera del 1893 ho visto fra i baracconi di una fiera – la vogue, come la chiamano a Lione – uno strano apparecchio che mostrava, a una sola persona per volta e attraverso un vetro, una successione rapida di immagini fisse. Questo apparecchio potrebbe oggi chiamarsi kinetoscopio”

Louis e Auguste Lumière nel loro laboratorio (Archivio Municipale di Lyon)

“Mio fratello ha smesso di occuparsi della parte tecnica del cinematografo non appena io ho trovato un dispositivo adeguato per il trascinamento. E se il brevetto del cinematografo è stato preso con il nome di entrambi è perché abbiamo sempre firmato insieme i lavori di cui davamo notizia e i brevetti che depositavamo, sia che avessimo partecipato tutti e due, sia nel caso contrario. Io sono stato l’unico inventore del cinematografo, così come lui è stato l’unico autore di altre invenzioni brevettate con il nome di entrambi.” (1948)

“Sono stato il primo operatore. Il metodo più pratico per fare delle esperienze di movimento era di sistemarmi vicino al portone della fabbrica all’ora in cui escono gli operai. Era il 1894. L’anno seguente, in marzo, ho fatto la prima proiezione pubblica alla Société d’encouragement a Rue de Rennes. È stupore ed entusiasmo. Mi chiesero di ripeterla. Ma non avevo l’apparecchio per riavvolgere. Allora feci quest’operazione a mano. Continuai le mie ricerche per la messa a punto e il miglioramento dell’apparecchio iniziale….”(“Excelsior, 11 marzo 1926”)

Institut Lumière©Primi Piani

“(…) Riassumendo avremo sicuramente ben presto il cinema sonoro. Ciò costituirà un progresso importante nell’evoluzione della settima arte? Non ho opinioni a questo proposito. Dal punto di vista scientifico sarà sicuramente  un’interessante innovazione: sia per gli editori, che per i gestori delle sale, che per il pubblico: sarà una rivoluzione delle abitudini acquisite. Ma le rivoluzioni, in questo mondo, di qualsiasi natura esse siano, hanno mai cambiato qualcosa di ciò che si proponevano di distruggere?” (“Comoedia”, 26 marzo, 1928)

“All’inizio non pensavo che il sonoro avrebbe avuto successo, devo confessarlo. Mi sembrava sbagliato che personaggi più grandi del reale sullo schermo emettessero dei suoni che non fossero in scala. Invece ho dovuto constatare presto che lo spirito umano non rifiuta mai l’inverosimile. Il nostro cervello fa la compensazione.”  (“L’intransigeant”, 30 marzo 1935)

“Vado raramente al cinema; la mia età non mi consente più le veglie prolungate, eppure sono sorpreso dall’espansione  straordinaria dei film. Per molto tempo si è cincischiato, oggi si fanno delle cose proprio belle. Forse si abusa un poco del divismo e si dà troppa importanza al sorriso o ai begli occhi di una star” (“Minerva”, 21 dicembre 1935)

(*) Dichiarazioni tratte dal booklet, Lumière! L’invenzione del cinematografo, Edizioni Cineteca di Bologna, 2016 e da Renata Gorgani (a cura di) Louis e Auguste Lumière. Noi, inventori del cinema. Interviste e scritti scelti (1894-1954), Editrice Il Castoro, 1995

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